Guarda la mia Merda

Guardalamiamerda. Nell'era della real tv, guarda il fetido prodotto di due intestini giorno per giorno! MANDACI LA TUA!

venerdì, marzo 24, 2006

Notte stellata


Guardate questo paesaggio notturno casualmente formatosi sul fondo della mia tazza. E' una notte stellata, ed il cipresso al centro della composizione si piega indolente al vento, mentre il candido cespuglio al suo fianco sembra volerlo trattenere, temendo di perdere l'imponente compagnia del vicino.
un altro albero si staglia a destra, ma e' tagliato fuori dalla cornice del quadretto ed e' possibile solo intuirne la forma arrotondata: un albero da frutto? Che sia stata una visione simile a spingere il grande poeta di Zante a comporre gli immortali versi: "All'ombra dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?".

domenica, marzo 12, 2006

Ho tornato!

Falafel, knoudeln, pakora, riso al cocco, spaetzle fritti: sono solo alcuni degli esotici nomi delle pietanze che ho mangiato in viaggio e che hanno messo a repentaglio la salute del mio intestino.
Il mortale cibo etnico o della tradizionale cucina tedesca che ho avventatamente ingurgitato nelle ore più improbabili ed in quantita' industriale non e' riuscito minimamente a mettere in difficolta' il mio tubo digerente che ha svolto fedelmente il suo compito senza lamentarsi( ha sbuffato un po' a dire il vero, ma questo non è un problema che mi riguarda...).
Si e' verificato un solo episodio di insubordinazione.
Dopo un pranzo dal pachà del kebap(cosi' si chiamava la tavola calda) di Wuerzburg, sozzo locale con gli ingredienti all'80% sugelati, ed una cena a base di roba fritta tedesca, il mio colon ha deciso, comunicandomelo con gran dolore, di distillare il cibo invece di digerirlo .
La pietosa seduta defecatoria nel classico, freddo e minuscolo cesso mitteleuropeo mi ha, pero', stimolato delle interessanti meditazioni etimologiche sulla parola tedesca Durchfall e la corrispettiva italiana Diarrea.
La parola tedesca dovrebbe letteralmente significare: cadere attraverso.
Quella italiana invece, non significa nulla letteralmente, ma se pensiamo ad un etimologia greca allora: Dià, prefisso per attraverso , reo, scorrere, fluire.
Quindi le parole sono piu' vicine di quanto si possa pensare!
Questa fulminante conclusione è giunta esattamente alla fine della deiezione e mi ha spinto ad affretare l'operazione di pulizia per corre fuori dal bagno ad annunciare la buona novella.
Viva ciomschi!

venerdì, marzo 10, 2006

R.I.P.

Adagiata su un freddo letto bianco, questa cacca sembra sorriderci dall'alto di una superiore saggezza raggiunta nel momento estremo. Vita e morte: questi due termini, opposti e contrastanti per noi uomini, per un umile sterco quasi coincidenti temporalmente, seppur ancora ben distinti. Questo è il nostro modo per dilatare il tempo brevissimo che fugge dalla venuta alla luce delle nostre feci alla loro dipartita. E mi piace immaginare che la luce a sinistra nella foto sia quella della provvidenza venuta finalmente a illuminare questa piccola vita, troppo tardi giunta a noi etroppo presto toltaci dal destino. Requiescat in pacem,
guardalamiamerda

8 marzo




Purtroppo ieri la mia cacca del mattino è andata via senza neanche un saluto, a causa della forza con cui l'avevo espulsa. Provvidenzialmente, il giorno prima ne avevo fatta un bel pò, quindi penso che qui ne abbiate abbastanza perchè possiate ispirarvi per un fine settimana denso di importanti riflessioni. Come vedete, la terza l'ho salvata in extremis dall'essere avvolta da un lenzuolo di carta bianca, che ci avrebbe privato di questa meravigliosa immagine. Decisamente, l'8 marzo è stata una giornata difficile per il mio colon. A presto,
guardalamiamerda

martedì, marzo 07, 2006

Arretrati 1


Questi stronzetti in gruppi sono il prodoto del 2 e del 3 marzo. Come vedete sono state giornate nella media, tendenti al buono. mIl mio intestino è rimasto pressochè sopito, svolgendo soltanto il lavoro di routine. Potrebbe essere interessante osservare meglio la foto in alto per l'esemplare di cacca globulare che vi è ritratto. Nei prossimi giorni gli arretrati del 4 e del 5. A presto,
guardalamiamerda

Feci ai tropici!

Questa foto ci è stata gentilmente inviata da un'amica della quale tacero il nome per garantirle l'incognito, ma verso la quale nutro particolare affetto. E' stata scattata nella foresta amazzonica, ed è una testimonianza del calore e dell'affetto dei nostri amici copronauti, che si ricordano di noi finanche nei più sperduti angoli del pianeta. La foto è davvero un capolavoro per la naturalezza con la quale suggerisce la vita aspra, lontana dalle comodità quotidiane che ha dovuto affrontare la nostra fotografa in erba nel suo viaggio ai tropici, cogliendo questo momento particolarmente intenso del giorno consumato tra delle piantine, che immagino ruvidissime rispetto ai comodi wc a cui siamo abituati. Ringraziamo calorosamente la nostra amica ancora una volta,
guardalamiamerda

lunedì, marzo 06, 2006

Nunc est cacandum!

E' con l'addome gonfio d'orgoglio che annuncio l'entrata di guardalamiamerda tra gli onoratissimi membri de i blog di merda, associazione libera e volontaria di blog di merda. Consapevoli degli alti oneri ed onori che comporta il fare parte di un'associazione di tanto importanti scopi e meriti, speriamo di essere all'altezza degli importantissimi scopi che si prefigge e dell'elevatissimo standard dei suoi membri. Invitiamo tutti i nostri copronauti a continuare perciò a collaborare alla nostra crescita e da adesso anche a quella dell'associazione di cui da adesso facciamo parte. Esprimendo i nostri più sentiti ringraziamenti a tutti i membri de i blog di merda e ai nostri copronauti,
guardalamiamerda

siamo tornati!


Dopo tanto tempo queste caccone sono quello che ci vuole per un ritorno in grande stile, e tutto in sola mezza giornata, potrebbero darsi altre sorprese in serata. Quella in alto, la prima cronologicamente, ha avuto una gestazione piuttosto lunga. Già dalle prime ore del mattino dava segni di impazienza, ma il luogo e il momento in cui mi trovavo non erano adatti a tale meraviglia, in più ero sprovvisto di macchina fotografica e sarebbe stato un peccato lasciarsi sfuggire l'occasione di immortalare questa zuppona marrone. Notatene la completezza: pezzi di tutte le dimensioni, anche se ammasati senza criterio, sgummata centrale e laterale, un bel marrone ciliegio. Tanta inoltre è stata la mia sorpresa quando, qualche ora dopo, è venuta alla luce la bellezza che vedete giusto appena il testo: due pezzi piuttosto grossi, anche se un pò farraginosi. Che le mie viscere, emozionate dal ritorno alle pubblicazioni, abbiano voluto omaggiarvi in questo modo? Vi prometto gli arretrati in giornata,
guardalamiamerda

mercoledì, marzo 01, 2006

Foreste di zucchine





Potete osservare qui le feci degli ultimi due giorni. Niente da dire sulle ultime due foto, di ieri, si tratta semplicemente di cacca di consistenza media, di un marrone ciliegio, espulsa in due sedute, mattutina e vespertina. La prima invece mi ha stimolato a importanti riflessioni, oltre che a metterla al mondo, chiaro. Non è certo la prima volta che produco escrementi maculati, e penso che anche a voi sia capitato più volte di produrli, e suppongo che il loro caratteristico manto sia la conseguenza del restare non digerito di parti di qualche alimento, verosimilmente vegetale. Ora, nei vegetali le parti più resistenti sono due: la buccia e i semi. Questi ultimi quindi, espulsi nelle mie feci, trovano facilmente alimento nelle altri parti vegetali indigerite e nelle stesse feci che fanno loro da veicolo, quanto all'acqua, nelle condutture possono trovarne in abbondanza. Immagina adesso, amico copronauta, tu saluti le tue feci tirando lo sciacquone credendole tristemente una cosa ormai morta, mentre all'interno di queste si cela la vita. Arrivate in un luogo appartato dalle turbolenze delle fognature, saranno il nutrimento dei semini che loro stesse hanno portato fin lì. Ieri ho mangiato zucchine, immagina ancora amico, queste zucchine, ormai geneticamente modificate dai liquami della fognatura, crescere grandi come palme. E verdognoli campi sterminati di piante delle quali non possiamo farci neanche una lontana idea, tanta ormai è la distanza dalle loro progenitrici. La vita cresce laggiù, si vocifera di avvistamenti dei primi animali adattati alla nuova flora. A quando i primi mammiferi? A quando una specie che possa rivaleggiare con quella umana? E' una domanda che ormai si fa sempre più incalzante e alla quale non possiamo sottrarci. Lo stupefacente ciclo della vita inizia di nuovo, in nuovi spazi e in nuove forme, come ha sempre fatto dall'inizio dei tempi.
guardalamiamerda